Idola e favole: nel dubbio le risposte

diffidare, dubbio, filosofia, idola bacone, francesco saba sardi, onnifavola, parte destruens bacon, pregiudizi, diffida, semiotica, semiotica e filosofiaConciliare la conoscenza con il dubbio. Diffidare. Dubitare di tutto, del detto, del non detto, del fatto, dello scritto. Se lo scrivi lo sai. Se lo sai, però, non scriverlo. Tutto ciò di cui siamo a conoscenza è una favola. Come rende noto Francesco Saba Sardi, nel suo pregno e compatto testo “L’onnifavola”, da sempre tutto quello che immagazziniamo come sapere è una favola, poiché sottoposto alle sempiterne regole del potere. Il potere che oggi ha le sembianze del capitalismo, nel senso di :

indispensabile dilatazione e conquista di sempre nuovi terreni vergini: forma parassitaria di neoconquista, rapina e sfruttamento.
Esso affonda le proprie radici nella sua credibilità, una funzione che deve essere interiorizzata, ossia deve apparire come la rivelazione che senza il potere gli umani sarebbero ciechi, sperduti e infelici. (1)

Chi affermerebbe una cosa simile? Chiunque potrebbe ammettere l’esistenza del potere, inteso in quest’ottica e in riferimento ai media, alla scrittura, alla letteratura, ma chi sarebbe pronto ad asserire con assoluta certezza che ciò che legge, scrive e pensa è un derivato degli schemi, per così dire, dell’eterna manovra del potere? Egotici del duemila, non siete migliori degli altri! Non siete più “liberi” degli altri, non siete più dotti degli altri. Tutto risponde alle regole del potere. Per essere sapienti non basta ammucchiare informazioni; la conoscenza non ci viene infusa dai libri, né dalla mera esperienza. Saba Sardi ci parla della parola come scrittura autentica, non della letteratura, essa in prima linea è sottoposta alle regole del potere ( segue infatti una pedissequa struttura).

Ѐ dunque la liberazione dall’artificio che crea l’autenticità. Se trasportassimo questi ragionamenti (che non seguono volutamente un filo, né la struttura imposta nelle scritture saggistiche o romanzesche) su di una dimensione più totalizzante del sapere, ci ritroveremmo dinnanzi al vecchio problema degli idola baconiani, i pregiudizi dai quali dobbiamo liberarci per avere una visione più aderente alla realtà e più nitida. Personalmente ritengo che questa sia l’epoca degli idola fori, pregiudizi della mente derivanti dal linguaggio, dalle convenzioni sociali che esso produce e da cui è difficilissimo disincagliarsi.
Dunque in quest’epoca in cui il sapere è più accessibile e in cui la conoscenza sembra essere a portata di mano, in cui i molti sanno di sapere, sprezzanti della minaccia incombente della superbia, della prigionia capitalistica, dei legami potentissimi con i vari idola contemporanei, probabilmente- e ribadisco probabilmente- l’unica strada da seguire, ammesso che sia quella giusta, è il dubbio. Il dubbio come via per cominciare e ricominciare ogni giorno, come la chiave che schiude un piccolo portone di una possibile verità e che ne spranga un altro, momentaneamente, il dubbio come vademecum da consultare ogni volta che si pensa di aver compreso qualcosa.

(1)Francesco Saba Sardi, L’onnifavola- azzardosa incursione nei recinti di semantica e linguistica-, Bergamo, Bevivino Editore, 2010.

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