L’anno delle cose impossibili

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Mi sarei accontentato che fosse stato il mese delle cose impossibili. Bob Marley ci suggeriva l’omicidio di uno sceriffo, la calma imperava. Le birre, le sigarette, le sigarette, le birre. Si parlava a stento, ipnotizzati da quei fottuti colori ammalianti. Non potevo fare null’altro che assecondare quel momento, voltarmi di tanto in tanto a guardarla fumare, a scoprirne i suoi piccoli vezzi, a studiarne il modo in cui stringeva la sigaretta tra le dita o in cui si incasinava parlando e abbassava inconsciamente il tono della voce. Non potevo far nulla. Le cose vanno o non vanno.
Ci avvicinammo, solo un po’, chissà perché poi. Le mani appoggiate sulla sabbia, le sfiorai il mignolo, gli occhi rivolti al cielo a guardare le nuance che sfumavano, la notte che inseguiva pigra il giorno morente.
“Ci credi in Dio?”le chiesi.
“Io? Bò… Guarda là! Forse sì, mi è simpatico ecco. Tutto questo, il tramonto, il mare, le stelle. Sì, Dio è proprio un gran figo.”
Già. Io la porto in spiaggia, la voglio da morire, i suoi occhi, cazzo i suoi occhi sì che si intonavano con quella serata. Le mani. La voglio baciare, la voglio toccare, mi piace da morire. Voglio gustare il suo sapore, sentire la sua saliva, annusare il suo collo.
Intorno a noi i preparativi dei bagordi notturni, ragazze schiamazzanti e candele profumate, più in là qualcuno si attardava per un ultimo tuffo.
“E tu ci credi in Dio?”, mi chiede con quei suoi dannati occhi blu.
Non rispondo e guardo l’orizzonte.
Si alza di scatto: “E’ tardi, devo andare”.
“Occhei”. Le dico. La guardo, la desidero un’ultima volta.
“No, non credo di credere in Dio.”

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4 pensieri su “L’anno delle cose impossibili

    1. Dalila Micaglio Autore articolo

      La cosa davvero stravagante è notare l’assegnazione di un’etichetta da parte di una personalità così fortemente critica che, mi domando, chissà quali altissimi testi riesca a produrre.
      Temo, nonostante ciò, che riusciremo tutti a dormire.
      Ah, ottima scelta nel nick della mail. Io@io, tutto intorno a te.

      Rispondi

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