L’unica evidenza è l’invadenza

facebook-logo, facebook critica, faccialibro, semiotica del digitale, semiotica dei social network, invadenza, impostazioni privacy facebookInvadere, dal latino andare incontro con impeto, con violenza. In senso figurato occupare, prendere l’animo. O, potremmo dire, il cervello. Delle peripezie di internet e della tecnologia astratta nemmeno ce ne accorgiamo. Non le contiamo. Ma al social network più amato del mondo, a quello sì che è doveroso rivolgere qualche attenzione. Le ultime novità in casa Zuckerberg sono clamorose. Non si insinuano infidamente nella tua sfera personale, ma con virulenta potenza esplodono nel micro cosmo individuale cui si è tanto lavorato per donargli una forma, una sostanza. Violando così ogni principio di privacy. Come se esistesse ancora. Privacy: vita privata di un singolo individuo, intimità, segretezza, vita familiare, riserbo. Utopia. Miraggio, forse. Privacy dovrebbe essere sostituito dalla parola share. Ed è stato lo stesso genio dei social network a dichiararlo tempo fa in una qualche intervista. E a noi ci lasciano anche l’illusione di poter “controllare” le nostre impostazioni sulla privacy. Tutte balle. L’invadenza diviene invasione, assedio, persecuzione. Tanti cervelloni tutti i giorni studiano e programmano nuovi modi per permettere agli utenti di faccialibro di spiare e controllare altri utenti che saranno controllati a spiati a loro volta e che spieranno e controlleranno ancora …

Adesso perfino i messaggi di posta “privata” ( che di privato poi non hanno nulla) sono diventati uno strumento potentissimo, e non solo per il carattere meramente voyeuristico ma per il compito di ispezione sulla vita altrui. Spedisci un messaggio. Non ricevi risposta. E l’amico facebook ti avvisa dell’ora in cui il destinatario ha ricevuto e letto il testo. Anche qui si è in presenza di una vera e propria arma. Da un lato ci si accerta dell’avvenuta ricezione, dall’altro si attiva una situazione di controllo per la quale, sapere che il messaggio è stato visualizzato e sapere di non aver ricevuto risposta, fa sentire in qualche modo costretti a digitare qualche parola sulla tastiera e a premere “invio”. Non se ne esce. Lo odi e non ne puoi fare a meno. Lo critichi e ci sei dentro. Ne esci e ti critichi. E no, non si può tornare più indietro.

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2 pensieri su “L’unica evidenza è l’invadenza

  1. Flavia

    Per questo sia io che mon Amourn NON ci siamo iscritti.
    Siamo già abbastanza controllati nella vita vera,esserlo anche in quella virtuale poi sarebbe il colmo dei colmi!
    In città in cui spopola l’uso di telecamere al fine di “tutelarci”,molto spesso ci si sente seguiti da occhi indiscreti…un po’ come le telecamere di Gotham City,ma almeno li c’era Batman.
    Perciò il mio motto è oggi,alla luce di quello che tu hai scritto,ancor più forte: sabotate facebook!!!!
    Per tenerci in contatto non serve una chat,basta chiamarsi e vedersi per prendere un buon tradizionale caffè.

    Rispondi
    1. Dalila Micaglio Autore articolo

      Certo. Ma Effebbì è un’arma a doppio taglio. Per chi opera nel campo della comunicazione rappresenta un ottimo mezzo e privarsene è deleterio. Il punto è che, ad ogni modo, noi non abbiamo più una vita privata, foss’anche solo per il fatto che ci iscriviamo a una dannata rubrica di cucina o ricette barilla:)
      Ad maiora,semper! 🙂

      Rispondi

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