Satira DOP: Umore Maligno a Teatro

Maurizio Capuano, Umore Maligno, Satira, Luttazzi, Spinoza, Umore Nero, Teatro, Umore Maligno a TeatroVillaricca, provincia di Napoli, auditorium Ali. 18, 19, 20 Maggio: tre serate in cui è andato in scena l’irriverente monologo scritto dagli autori di Umore Maligno per l’intraprendente attore Maurizio Capuano. Uno spettacolo teatrale che si fa paradigma di tutti quelli che sono gli intenti degli autori di Umore Maligno, partendo dall’assunto fondamentale che esiste libertà di pensiero. Libertà di pensiero che si può e si deve manifestare in qualsiasi modalità possibile, senza alcuna limitazione, regolamento, legge che imponga vincoli al sacrosanto diritto di espressione.
“Pensate che mondo meraviglioso sarebbe se imparassimo a dire tutto ciò che ci passa per la testa? Tutto. Tutto quanto.”
Uno spettacolo dalla sceneggiatura a dir poco insolente, a tratti prepotente e arrogante, ma di uno spessore e di una qualità inauditi. Un monologo che si snoda con leggerezza e consistenza assieme e che, se da una parte provoca sogghigni travestiti da risate a denti stretti, dall’altra induce al mal di pancia colitico. E fa riflettere.
Capuano tiene con maestria il pubblico per un braccio, lo conduce con decisione in quelle che sono le lande inesplorate delle contraddizioni di questa Italia, non risparmia turpiloqui, non risparmia insulti, non risparmia blasfemia. Ma questa è satira. L’unica di indubbia originalità e peculiarità attualmente proposta in questo Paese.
A intervallare il monologo la ruggente voce di Valentina Ranalli sulle note stravaganti ed eccentriche della chitarra di Paolo Palopoli, mentre ci si guarda dentro e ci si ritrova in quegli ammassi di cervelli conformi che rispondono alla moglie chinando il capo, in quelli che nutrono l’ infertile speranza che quel Dio dispensatore di pene sia in realtà buono, in quelli che vorrebbero urlare insulti in faccia all’impiegato dello sportello comunale. Insomma: non c’è proprio un cazzo da ridere, recita lo slogan di Umore Maligno sul sito.
E invece io dico che si ride, si può, si deve. Ce lo dobbiamo concedere: ridere di questa società, dei perbenismi forzati, dei conformisti imposti, delle regole insulse della pseudo coscienza umana e di noi stessi che a volte, così prepotentemente ingabbiati nelle etichette, facciamo solo piangere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...