Affezioni seriali: il duro compito di una serie tv

Gregory House, serie tv, lie to me, the walking dead, 24, lost, scrubs, recensioni, serialità, abitudini, the boothNon ti affezioni, piuttosto sei affetto. Entri in un piccolo ciclo continuo e regolare cadenzato dalle abitudini che, necessariamente, si auto generano e che ti fanno compiere delle azioni seriali. Seriali come le puntate che guardi. Effetto serie tv. Effetto ciclicità, continuità.
La scelta, poi, è una cosa seria. Informazione, recensione, critica, regia, cast, trama, intreccio, personaggi. Sigla. Paventi tre o quattro opzioni. Poi, la prima scrematura. Ne restano un paio. Guardi il pilot di ognuna o – alle brutte- la prima puntata. Ti convinci e la scegli. E’ la tua serie tv. Sai che da quel momento in poi verrai catapultato in quel mondo e- se tutto va come deve andare- inizierai ad essere diverso, a pensare diversamente. Inizieranno tutte quelle meravigliose abitudini a cui solo una serie tv può dare vita. E non illuderti che siano le stesse per tutte: con Gregory potevi anche permetterti di accenderti una sigaretta o tenere i piedi sul tavolo. Con lui era più una questione di fedeltà e devozione al personaggio e poi- non negare- volevi imparare qualcosa. La distrazione era consentita, le puntate si auto concludevano ed erano sempre uguali a sé stesse. Ma come puoi concederti una sigaretta se stai cercando di “attaccarti” ad una serie tv un po’ sperimentale che hai scelto con tanta cura, ma che non ti sta convincendo affatto? [E ci ho provato- lo giuro ci ho provato- a violentarmi, a vedere se poteva in qualche modo interessarmi The Booth, ma non v’è stato verso: claustrofobia sovrana, concept buono, tutto il resto noia]. Insomma, se sei fortunato e tutte le calibrature sono accurate, tutte le supposizioni, deduzioni e intuizioni corrette, allora si aprono le danze in un nuovo piccolo grande mondo. Una specie di micro cosmo parallelo. Un compartimento delineato dove prolifera il tuo nuovo io, per meno di un’ora, poi tutto torna alla realtà e attendi il giorno successivo per immergerti nuovamente in quell’ atmosfera- quella che tu hai selezionato- e ritrovarti a dare la caccia a zombi truccati male sul set di The Walking Dead, a parlare con il nanetto di Twin Peaks nei caldi colori della splendida fotografia di regia di Carnivàle, a sgranare gli occhi sulle piccole rughe che increspano gli angoli della bocca di un prigioniero insieme al dottor Lightman o a rivivere sempre lo stesso giorno con Brett Hopper in Day Break.
E poco importa quanto tu sia critico e perfezionista: se l’hai scelta e l’hai approvata, se hai deciso di andare avanti nella visione delle altre puntate, ti ritroverai lì sul tuo divano con il plaid rosso e verde, con il tuo scotch sul bracciolo destro, il telefono spento, la porta chiusa e col micio da zittire nel tuo nuovo mondo. Sospensione dell’incredulità. Un’altra vita. Quaranta minuti.

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