Rasoio di Ockham: dammi una lametta che mi sgaro le vene

rasoio, guglielmo di Ockham, semiotica, psicologia, conoscenza, rasoio di OccamChi pratica arti marziali lo sa bene: bisogna scegliere sempre al soluzione migliore, la più immediata. Se sei attaccato devi compiere il più piccolo movimento possibile e contrattaccare. Nessuno, di fronte all’attacco avversario, esporrebbe il proprio corpo in condizioni di apertura e nessuno, istintivamente, attuerebbe contromosse virtuose o complicate. Hai Paura? Fuggi. Se non puoi fuggire, un attacco rapido e mirato. Magari in un punto vitale.
Bene, è proprio la nostra istintività e la nostra naturale essenza primordiale che dovrebbero guidarci nel cammino della vita. Obbedire agli istinti è l’unico motto. Senza moralismi insiti, sia ben chiaro, bisogna obbedire alla nostra pancia, alle nostre viscere, non a quelle voglie e desii facenti parte delle sotto strutture umane. Eseguire un compito. A domanda rispondere. Ci arrovelliamo nella risoluzione di problemi e ci stressiamo pensando più del doppio di quanto sia sufficiente pensare, quando potremmo impiegare beatamente le nostre sacrosante energie in un debilitante quanto entusiasmante Bartezzaghi. Insomma, pare che la morale e le sovrastrutture sociali ci ingabbiano più di quanto non facciamo noi stessi in meccanismi ripetitivi ed estranianti rispetto alla nostra coscienza, al nostro essere. Dovremmo, invero, applicare unicamente la legge del rasoio di Ockham. Facile a dirsi. Postulato dal monaco inglese Guglielmo di Ockham nel quattordicesimo secolo, è un principio metodologico secondo il quale a parità di elementi la soluzione di un problema è quella più semplice o ragionevole, ossia è inutile complicare la soluzione di un problema aggiungendo ipotesi più complesse del necessario. Il buon Guglielmo aveva già compreso molte cose: “a parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire”. Ergo: tagliare quello che c’è da tagliare. Che sia la causa del problema, i capelli troppo lunghi, un amico di troppo, un obbligo da ottemperare, un familiare rompicoglioni. Fare ciò che si vuol fare e non fare ciò che non si vuole fare. Troppo semplicistico? Forse. Ma al mondo, in qualche modo, si deve pur imparare a stare…
“… Vivo di cose semplici
vivo la vita”

( Pirata e Signore- Julio Iglesias)


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