Porno o eros? Le due facce di un noi

grecia_sesso, pornografia, immagini pornografiche, erotismo, eros, porno, ennio flaianoLa pornografia è noiosa, perché fa del pettegolezzo su un mistero.
(Ennio Flaiano)

Una definizione più ampia della pornografia rimanda al concetto di rappresentazione di ciò che è considerato osceno e che, dunque, oltraggia il comune senso del pudore. Ma cos’è che riteniamo realmente osceno, e non è forse un’aggettivazione del tutto relativa? Eppure è proprio in virtù di quel limite che più volte è stato valicato, in virtù della sete di poter fruire di qualcosa di proibito che ci si rifugia in visioni pornografiche. Pornografia quotidiana. Oltraggio al senso del pudore. No, non una mera rappresentazione della porne ( prostituta) greca, ma una raffigurazione di ciò che per noi è qualcosa a cui anelare, ma che offende il nostro personalissimo senso del pudore. Così un abbraccio senza motivo è del tutto pornografico. Una donna che porta il caffè al marito appena sveglio lo è. Oppure un uomo in lacrime. Ecco la nostra fruizione, ecco il gusto un po’ perverso di evadere e mettersi alla prova, vedendo, auscultando quello che non si ha il coraggio di fare e di dire: divorare una serie tv solo perché tu non avrai mai il coraggio dei protagonisti (sì, tu con tutte le tue fobie saresti morto durante la puntata pilota!), leggere un insalubre romanzo d’amore, colmo di ti amo e parole smielate che tu mai pronunceresti, perché si traligna in quel piccolo fazzoletto che separa il pudore dall’ impudicizia.

Contraddizione della pornografia. Vuoi liberarti dal senso di colpa guardando ciò che tu non vuoi, non sai, non puoi fare in nome di quelle sovrastrutture sociali e morali che, però, ora ti permettono di vedere tette, culi e orge in grande stile sotto occhi vitrei in onda h24 su pay tv, ma che non ti consentono di dire e fare cose molto più semplici – ti voglio bene; amore disinteressato-. Un’enorme contraddizione la promessa della pornografia come panacea per liberare dai sensi di colpa, mostrando e usufruendo di qualcosa pubblicamente. No, non si arriva a nulla. Imbocca la strada dell’erotismo e allora sì, forse, se c’hai i coglioni, ce la puoi fare. Niente immoralità. Solo desiderio che attiene all’amore, dettato dall’istinto. L’istinto quello vero, quello autentico. Forse, così, non saremo più spettatori affamati della vita altrui, non abbracceremo più attraverso la visione degli abbracci degli altri, non ameremo più attraverso le parole e i gesti degli altri, non saremo più gli altri, ma noi. Nient’altro che noi.

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