L’amore è: l’acqua bollente sui genitali

uomini picchiati dalle donne, violenza sugli uomini, Iann McNicholl, coppia veronese… O una sigaretta spenta sul viso.
È solo per astrazione che si può parlare di vittima e carnefice? O, come dice, Brandon Lee ne Il Corvo “vittime, forse, non lo siamo tutti?”
Il confine, quello tra boia e vittima, quello tra il forte e il debole, è quanto mai labile. La stessa sottilissima linea che separa l’uomo e la donna, il maschio e la femmina. Donne stuprate, violentate, private della propria dignità. Movimento femminista, lotta contro il potere. Al rogo i maschi bastardi!
Eppure, anche gli uomini, quegli universi inscrutabili, quei mondi interiori impenetrabili, quelle imbarazzanti semplicistiche superfici, non sono forse vittime? Carne da macello sotto i tacchi appuntiti delle loro compagne, tacchi fatti di parole che feriscono, di frustrate senza pietà, di attacchi alla dignità, di coercizioni psicologiche e di ordini perentori. La demarcazione non esiste. L’astrazione si fa strada, ma l’empirismo è un’altra cosa. Ricorderete certo la drammatica vicenda di qualche anno fa, che vide protagonisti una coppia, marito e moglie, nel Veronese: lei, all’epoca quarantaquattrenne, picchiava ripetutamente il coniuge, lo chiudeva in cantina senza cibo, così era libera di ricevere i suoi amanti. Cinque anni di sevizie, fisiche e psichiche. Ma non è un caso isolato, semplicemente quello che fece più scalpore in Italia. E se si ha la pazienza di fare un giro nei blog meno in vista, si scopre un mondo fatto di sentimenti, di difficoltà, di infelicità totale. Gli uomini e le donne, però, non sono uguali. E in questi casi, si vede. Per loro è più difficile parlare, esporre problematiche del genere, senza cadere nel pregiudizio, senza cadere nella certezza di non essere creduti. Un uomo che ammette di essere maltrattato prova un enorme senso di colpa e perde il suo status di uomo, finendo per restare isolato.
Eppure, che strana la vita, che strano l’universo: in questi casi chi è il sesso forte, chi quello debole? Stronzate. Si parla solo di abuso di potere, sia maschio o femmina, si parla di dipendenze affettive, di sindrome di Stoccolma, si parla di perpetrazione e reiterazione di violenza. Uomini che odiano le donne? Donne che odiano gli uomini. Alla faccia di Larsson.
Fino ad arrivare al più recente episodio, in Gran Bretagna: una storia di violenza pura ai danni del quarantanovenne Ian McNicholl. Vessazioni, maltrattamenti, vere e proprie torture ad opera della compagna, la quale non riteneva adeguate le attenzioni del fidanzato ed era governata da una morbosa e ossessiva gelosia. Questo sì che è vero amore: sigarette spente sul viso, varichina e altre sostanze tossiche buttate sugli occhi, ustioni con ferro da stiro, acqua bollente sui genitali, botte e percosse.
Quando si parla di crudeltà, violenza, abusi non si possono fare distinzioni, né in nome di un ostinato e ormai retrogrado femminismo, né in nome di un ostentato e arcaico maschilismo. È sempre la stessa, vecchia storia: il lato oscuro, il lato luminoso. A noi, sempre, la scelta: “signori fate il vostro gioco”.

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