Il tempo delle Carpe

tatuaggi, carpe tatuati, carpa, Cyprinus carpio, tatuaggi colorati, taranto, tatuaggio tarantoPrima era il tempo delle mele. Poi il tempo delle pere. Ora, il tempo delle carpe.
Un nuovo fenomeno di zoofilia sta contagiando le menti e i cuori dei giovani del sud Italia (per quel che attiene il nord non esperisco direttamente e comunque non ci metterei la mano sul fuoco), i quali da qualche tempo- non meglio specificato, temo più di un annetto ormai- preferiscono tatuarsi innocui (?) pesci d’acqua dolce sul corpo, invece che mangiarli.
Ora, è stata- con mio grande stupore e dispiacere-la verifica empirica dello smisurato incremento di carpe colorate su avambracci, polpacci, tricipiti e finanche caviglie, che mi ha condotto ad una triste constatazione, incorniciata dalle lacrime feroci per la mortificazione di quelle piccole carpe. Un martirio totale. Perché tatuarsi? E perché tatuarsi proprio una carpa, tutta colorata in scala due a uno? Qualcuno potrebbe giustificare l’oscenità con commenti come “ cafone- coatto- etc”, ma la capa fresca guida verso una spiegazione più convincente, che parte dalla consapevolezza della storia del pescetto. Annoverato tra le 100 specie aliene più dannose al mondo, il Cyprinus Carpio sguazzava- tanti anni or sono- nelle pigre acque dolci dell’Asia; solo successivamente fu introdotto dagli antichi romani nelle acque dolci dell’Europa proprio per la sua caratteristica di adattarsi perfettamente a qualsiasi tipo di habitat. Qui, simpaticamente, andava prosperando ai danni delle specie autoctone. Marvelous! Quindi, scartata aprioristicamente la possibilità secondo cui un uomo (ahimè anche una donna), possa imprimersi in modo imperituro un’aberrazione ciprinide di tal portata solo per una bizzarra assonanza con il vecchio detto latino “carpe diem” e, anelando a una più alta contezza di questo ignobile gesto, potremmo tentare di credere che la motivazione sia una specie di inno alla sopravvivenza. Un augurio a sopravvivere anche attraverso le asperità, anche quando vieni estirpato dal tuo nido e gettato forzatamente in un altro ambiente; un auspicio a farcela sempre, a vivere. Magniloquenza. C’ho la carpa(?!) fresca sì, ma una motivazione a questo gesto incivile, a questo stupro per gli occhi di chi guarda, a questa violenza reiterata nei confronti di – correndo per un’ora al giorno su un tapis roulant in palestra è costretto costantemente a visionare squame colorate- la dovevo pur trovare.

Annunci

2 pensieri su “Il tempo delle Carpe

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...