Ken e una Venere… Lui sa sempre cosa dire

Ken, Barbie, ken il fidanzato perfetto, Ken TVB, Venere in Pelliccia, romanzo erotico, Leopold von Sacher-Masoch, Mattel, giochi bambine, sadomasochismoLa musica della pubblicità non vuol saperne di uscire dalla testa. Il suono di quelle parole…Mmm… Fa venire l’acquolina in bocca. Com’è rotondo e pieno il suono, si insinua ridondante nel cervello. Sublime. Subliminale. Kenfidanzatoperfetto. Il top.
La pubblicità recita: Ken è il fidanzato perfetto che sa sempre cosa dire.
Le bambine del 2000 sì che hanno la strada spianata. Il duemilaundici è l’anno di Ken. Ken TVB celebra il ritorno del bel biondone con Barbie ( perché si erano mai separati?): premendo il cuore sulla maglietta dell’uomo stile Ridge Forrester, le piccole pulzelle potranno registrare molteplici frasi d’amore che Ken ripeterà con la sua voce. Ma… Questo è assolutamente formidabile! Strepitoso. Sensazionale. Grazie a ben tre pulsanti sulla schiena si potranno scegliere anche tre modalità con cui riascoltare la frase registrata: a voce alta, con la voce di Ken e con la voce della piccola che l’ha registrata.
Ora, senza voler fare retorica sessista o paragoni obsoleti e iperbolici con il passato, è però opportuno porre l’accento sulla polemica sociale cui, inevitabilmente, rimanda la questione “Ken”.
E se prima ci si lamentava della mercificazione del corpo femminile e della declassazione della donna a mero oggetto del desiderio (di qui le femministe scagliate contro quella poveretta di Barbie che ne ha viste di tutti i colori, diventando una baby sitter, poi una cuoca, poi una perfetta Raperonzolo e chipiùnehapiùnemetta), adesso il fatto che sia normale “possedere” un uomo che faccia e dica tutto quello che le femminucce gli impongono, è un argomento di puro interesse sociale. Fa scalpore un Ken formato Zerbino? No! Come avete fatto a non accorgervene prima?
Questa è la perfetta descrizione dei rapporti tra italiani e italiane: da una parte uomini che pur di non sorbirsi le ramanzine delle donne perennemente scontente e lagnose, fanno, parlano e pensano come vorrebbero loro; dall’altra uomini inconsapevoli dall’istinto masochista che godono nell’essere derubati della personalità e si mettono in modalità Venere in Pelliccia ( lettura erotica consigliata alle bamboline un po’ più grandi).[1]


Da qui rapporti matrimoniali che sfociano in rapporti madre-figlio (quasi sempre in quest’ordine di sesso) e rapporti coniugali che per tenersi in piedi abbisognano di “un aiutino dal pubblico” che giammai pubblicamente verrebbe ammesso.
Ergo, se questa è la strada da seguire (vedi San Valentino con rose annesse e complimenti forzati) è meglio educare le femminucce sin da bambine. Da grandi saranno donne sergenti con braccia perennemente incrociate e controlleranno i pensieri dell’uomo. Altroché androidi pilotati dagli alieni. Qui va così da sempre, solo che nessuno ci aveva mai pensato, avendo avuto cura di lasciar sempre il posto del capotavola al maschio.

Questo il link che vi rimanderà al video



[1] Venere in Pelliccia, romanzo erotico di Leopold von Sacher-Masoch, 1870, in ristampa nel 2010 per la Casa Editrice Brossura

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3 pensieri su “Ken e una Venere… Lui sa sempre cosa dire

  1. shiratori89

    La mercificazione dell’uomo è un argomento quanto mai attuale,ma non credo che tale fenomeno sia figlio del 2000. Anzi…a mio avviso l’uomo era già merce delle donne negli anni in cui si riteneva fosse il capofamiglia per eccellenza. Noi donne siamo sempre state abili a vendere l’immagine dell’uomo a nostro piacimento. Non credo alle donne volpi, così come non credo agli uomini pecora (e non inverto gli animali per non essere fraintesa dal buontempone di turno). Ognuno dei due sa bene quel che fa’…

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  2. Dalila Micaglio Autore articolo

    Diciamo che soprattutto in Italia, a contare è più l’apparenza e non l’essenza. QUindi sì, l’immagine doveva essere quella, non v’è dubbio. Ora è spudorata. Ma tanto gli uomini sono uomini, le donne sono donne e forse, come dice Gaber, bisognerebbe difendere ed esaltare queste differenze.

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    1. shiratori89

      Si certo. Siamo quel che siamo nei nostri ruoli. Eppure sono sempre più convinta che vorremmo sempre e comunque essere dall’altro lato della trincea.

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