Tema di Natale

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Ricordo l’io infante, quando Babbo Natale ed il suo grande sacco di. . . stoffa entravano teneramente dal mio caminetto.
Il camino lo accendevamo forse tre volte all’anno, il tempo di far seccare l’arrosto, carbonizzare il pane e far scoppiettare e schizzare via veloce il granturco dei pop-corn, ma per Natale doveva brillare come se il buon Babbo internazionele dovesse farsi lì il bidet, cazzo.
L’ospite d’onore andava accolto in un ambiente lindo. E poi, ad un Babbo nero non eravamo ancora pronti.
Prima della mezzanotte tutti a letto, che se arrivava e ci vedeva ancora in piedi . . . boh non so che cosa poteva succedere, ma era meglio andare a dormire ed aspettare sue nuove.
Dormivamo eccitati, e speravamo che papà l’avesse spedita ben bene la letterina. In Lapponia? A Rovaniemi? Certo che Babbo non voleva proprio essere rotto i coglioni da nessuno per tutto il resto dell’anno.
Lo invidio.
Anche se a parlare solo con le renne finisci col massacrare la Sharon Tate di turno.
I tempi cambiano, dicono.
Noi no. Perché rimaniamo sempre i soliti stronzi?
Da qualche anno l’eroe della Coca-Cola si arrampica a fatica sui nostri balconi o tenta la scalata verso l’apice del grattacielo. Il prossimo Babbo che vedo in tali condizioni, imbraccio il fucile e lo stendo, almeno la smetterà di soffrire umiliato ed appeso lì come un qualunque amante in fuga.
Di questo passo il prossimo 25 Dicembre il Rosso entrerà tra le nostre mura direttamente dalla porta d’ingresso.
“Dlìn Dlòn” (che campanello banale)
“Mamma mamma è arrivato BBBabbbbo Nataaale!” Perché è senza sacco, ha la patta aperta ed ha la faccia viola?”
“Chiudi subitooo!”

Suvvia, manteniamo un decoro e non calpestiamo le tradizioni, almeno nei loro giorni.
Continuiamo a guardare con tenerezza e senza derisione le nonnine che dopo l’Eucaristia non ricordano più dov’erano sedute.
Regali, Regali, Cibo, Cibo, Traffico, Traffico, Fuffa, Fuffa, Tanta.
Ma, come diceva qUel poeta, c’è ancora qualcuno che ascolta il pianto del Bambino, che morirà poi in croce fra due ladri? Qualunque cosa significhi per voi questo Bambino, che vi faccia voler bene ad una persona, più che ad una cosa.
E crediamo che l’amore, in fondo, sia più pesante dell’odio e possa riempire di senso anche la vita più misera.

Vi lascio, ho un lavoretto da portare a termine con Dolly del mare profondo ed il figlio del figlio dei fiori.
Buone Feste a tutti! Vi auguro, citando il Vasco nazionale (Brondi), di correre, di dormire vestiti, di avere freddo ogni tanto…e di fare quello che volete.

 

p.s.: Per cortesia, evitatemi le solite lagne post bagordi natalizi: se vi abbuffate come i porci, non aspettatevi certo di cagare perle dopo le feste.

 

 

Di MvS

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