Per fortuna che Taranto c’è

taranto santa cecilia pettole zampognari tradizioneSe non la vedi, non ci credi. Se la vivi, la ami. Ma se sei lontano, la ami ancora di più. E’ ancora buio e i vicoli di Taranto vecchia si animano delle note delle pastorali: gli zampognari, antichi come il mondo e attuali come l’ora, percorrono le asperità asfaltate della città dei due mari, di anno in anno, di strada in strada, di dolore in amore. Ventidue Novembre, Santa Cecilia: i tarantini lo sanno. E’ l’inizio dell’avvento. Le donne, tutte, con i capelli raccolti, la sveglia alle 4 e 30 del mattino per impastare le pettole, per friggere. Le suggestive melodie delle bande musicali percorrono la città, si irradiano su per la croce di Taranto. Taranto, Taranto: odi et amo. No, amo. Amo. Il primo timido freddo sveglia la città, le note delle pastorali si intrecciano all’odore dell’olio che inizia a friggere. Le prime pettole vengono sfornate e chi si alza tenta di allungare una mano sulla frizzolata ancora calda. Le luci artificiali si spengono, i raggi del sole lambiscono il mare, si allungano come bracci amorevoli verso la ringhiera, i palazzi, i balconi arrugginiti della città vecchia, le mamme hanno fritto chili di pettole e le hanno preparate per i loro figli, per la scuola. Poi, al rientro, si farà l’albero di Natale, si allestirà il presepio e la sera ci sia riunirà per la pepecchia, il mercante in fiera, l’asso che fugge.

Per fortuna che Taranto c’è.

pettole taranto zampognari pastorali santa ceciliaLa leggenda  narra che una donna, dopo aver impastato la farina per fare il pane e dopo averla messa a lievitare, fu chiamata da una vicina di casa. Cominciò, con quest’ultima,a chiacchierare del più e del meno. Erano diversi giorni che non si vedevano ed avevano molte cose da raccontarsi. I pettegolezzi fecero dimenticare alla nostra donna di aver messo a lievitare la pasta per il pane, e quando se ne ricordò, purtroppo era troppo tardi: la pasta, lievitata oltre misura, non poteva assolutamente essere usata per il pane, anzi, per essere precisi, doveva essere solamente buttata. La nostra donna, dispiaciuta per ciò che aveva fatto e, non avendo il coraggio di gettare quel ben di Dio, pensò di fare un esperimento: provò a friggere la pasta spezzettata a forma di ciambelle irregolari. Il risultato fu sorprendente perchè vennero fuori delle frittelle gustose, che tutti apprezzarono.  Ed è così che nacquero, dall’ errore di una donna, le pettole, che ben presto, furono conosciute e apprezzate in tutta la Puglia.

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