Lo sguardo e il velo: incontro con l’autore Bruno Pompili

Bruno Pompili lo sguardo e il velo penelope, odiesseo, oddeys, odiessea, losguardo e il veloLa pioggia battente. L’acqua incessante scandisce il tempo che scorre di un giovedì novembrino. Il tempo di un tempo trascorso e che adesso ritorna. Potrebbe ritornare. Il tempo di Odisseo e Penelope. Libreria Chiarito, Monopoli (Ba), 10 Novembre 2011, e l’incontro con Bruno Pompili, autore dell’opera scritta Lo sguardo e il velo, edito da Carabba. Uno di quegli incontri che rendono un giovedì anonimo e inzuppato dai giochi autunnali, una giornata iniziatica, riflessiva. Un incontro che induce alla consapevolezza di essere più che mera vita e che svela dapprima l’opera, poi lo scrittore, infine l’uomo. Una presentazione letteraria, con l’intervento di Stefano di Lauro, che arricchisce la mente e il cuore degli astanti, partecipi di una storia mutata, di una donna diversa dall’archetipo insito nella sua figura, una donna che è donna, uomo, guerra e amore assieme: Penelope. Una scrittura veloce ed immeditata, un viaggio nel passato che induce a pensare e che, al di là della storia- tutta da scoprire- delinea i contorni precisi della visione del mondo dell’autore: conservazione e rivoluzione assieme, bianco e nero, maschio e femmina, in altre parole equilibrio. Sano equilibrio tra le parti. Parti di storia, parti di fantasia, parti del sé. (Freud docet).

E parla l’uomo, l’uomo dal lato sensibile e l’uomo dal lato sicuro. Mi fermo a pensare. D’altronde il tempo cosa altro è se non una muta ed ingannevole percezione  del privato microcosmo che è in ognuno di noi?

Bruno Pompili ora è l’uomo che dispensa consigli ai lettori. L’uomo che parla all’uomo: «ci vuole molto, molto tempo per diventare semplici». Riflettere. Siamo così bravi ad arrovellarci tra i pensieri, a perderci nei viluppi di una vita che, probabilmente, è solo la vita che crediamo di vivere. Forse, una reificazione di ciò che pensiamo si possa chiamare vita. L’uomo Bruno Pompili, l’autore Bruno Pomipili, che offre speranza ai giovani aspiranti scrittori, l’uomo che come sogno nel cassetto ha quello di poter pubblicare libri di scrittori realmente meritevoli, gli stessi che si son visti chiudere la porta in faccia molte volte e che hanno l’illusione di una letteratura migliore, che verrà. «Beati voi che avete questi sogni». Mi dice. Mi accendo di speranza. Saluti, niente retorica. E’ tempo di sognare, di vivere. Di agire.

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