Non andrà tutto bene

occhiomani, vita, morte, dio, picasso, guernica, palazzo blu, arteSmettiamola con questi slogan, viviamo il presente, o quel che c’è rimasto. Sappiate che al prossimo che pronuncia i famigerati andrà tutto bene e i giovani sono il futuro succederà qualcosa di brutto. I giovani sono il futuro? Ma chi altro, Dio buono, altrimenti? E perchè deve andare stupidamente tutto bene? La vita è anche male e dolore, nessuno può arrogarsi il potere di indicare quale sia il BENE certo da conseguire. Inventare un sogno, inseguirlo, realizzarlo, insegnarlo, superarlo. Andare oltre. Rimasticare il tutto per avere un nuovo Steve Jobs. Vago per Pisa, m’imbatto nel Palazzo Blu. Ospita una imponente esposizione dall’incipit fulminante: Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso. E voi, cosa state diventando? D., tra tutte quelle ragazze, cercavo il tuo abbraccio. L’artista catalano soffriva di aura emicranica proprio come me, gustiamocelo. Oltre duecento opere, tra le quali…non la Guernica. Sono quei meccanismi immediati che scattano, come guardare il culo ad una bella (e no) donna appena ci passa davanti. Picasso/Guernica, eppure non c’era nessun bel culo (scusate). Bene, esploro le varie installazioni con note esplicative al seguito, scorrono donne, immagini belliche, periodo rosa, blu, africano, esplosione del cubismo e tante nozioni di cui andrete certamente a documentarvi, senza soffermarvi sul solo pruriginoso Sposato due volte, ha avuto quattro figli da tre donne diverse e numerose relazioni extra-coniugali. Una vita ben spesa, insomma. Esco dalla mostra sicuramente arricchito ma più infelice. La conoscenza genera fame di possederne dell’altra, subito, e non potendola soddisfare continuamente, mi cala una leggera malinconia. Ma ecco un piccolo ambiente prima dell’uscita, TRAPIANTI – ingresso gratuito. La mia attenzione schizza alle stelle di nuovo. E’ un’ esposizione fotografica di chiaro/scuri che vuole raccontare la storia del trapianto in tutti i suoi intimi dettagli…Le immagini presentate…fissano quindi quei momenti della straordinaria quotidianità del trapianto che, sconosciuti a quasi tutti, possono sbiadire anche nel ricordo di coloro che ne sono stati attori. Un viaggio fotografico di rara intensità – qui potete reperire informazioni sul libro e sfogliare toccanti foto di vera vita http://fondazionearpa.it/?page_id=467 -. Abbandono il Palazzo blu, cammino verso il Ponte Conte Ugolino.

Poscia che fummo al quarto dì venuti

Gaddo mi si gettò disteso a’ piedi,

e disse: “Padre mio, ché non m’aiuti?

Quivi morì; e come tu mi vedi,

vid’io cascar li tre ad uno ad uno

tra il quinto dì e ‘l sesto; ond’io mi diedi,

già cieco, a brancolar sovra ciascuno,

e due dì li chiamai, poi che fur morti

Poscia, più che il dolor, poté il digiuno.

Quand’ebbe detto ciò, con li occhi torti

riprese ‘l teschio misero co’ denti,

che furo a l’osso, come d’un can, forti.

(Inferno XXXIII, 67-78).

Pensieri apparentemente scollegati invadono la mia mente: chi è il vero artista? Colui che con un’opera riesce a far esplodere un mondo ed a ricrearlo, almeno dentro la sua testa; chi dona un organo per salvare una vita anche sconosciuta; chi trapianta tale organo a regola d’arte; oppure un sommo poeta che narra di cannibalismo e di disperatissimo dolore familiare con versi indimenticabili? D., tra tutte quelle ragazze, tu non c’eri.

Forse l’artista è ciascuno di noi, chi fa della propria vita un libro unico ed irripetibile, con pagine che saranno strappate, bagnate di lacrime di gioia e di dolore, di emozioni nude e vere, di delusioni cocenti e soddisfazioni inattese. Forse il nostro libro non avrà mai nessun lettore, ma vuoi mettere l’orgasmo nell’averlo realizzato, prima dell’urlo finale?

Di MvS

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4 pensieri su “Non andrà tutto bene

  1. enrico

    il mondo e’ fatto di bene e di male predirne l’uno o l’altro e’ come scoprire l’acqua
    calda ,sforziamoci di essere noi stessi e diamo l’esempio di buona volonta’ solo cosi’
    si puo’ sperare in un futuro migliore

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  2. Fabio Mussoni

    Beh secondo me l’arte è in sè un’enorme strumento per l’essere umano- ma non per ricordare- non per celebrare- non per comunicare concetti- non per magnificare il proprio ego-per me l’arte è racchiudere nella forma quello che non ha forma- imprigionarlo- delicatamente, tirarlo giù- con dolcezza- trasmutarlo alchemicamente- in un qualche cosa che SIA qualche cosa
    Per tutti — non solo per chi lo tira giù- cioè chi lo tira giu’ ovviamente lo percepisce- ma con l arte lo trasmuta in una forma materiale sensibile che può farlo cogliere facilmente a chi è predisposto- a chi sa vedere oltre le forme. come diceva baudelaire ogni cosa è simbolo di qualcosa.lo diceva meglio però.

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    1. Dalila Micaglio Autore articolo

      Caro Fabio i tuoi commenti sono sempre spunti interessantissimi di riflessione. Baudelaire diceva che ogni cosa è simbolo di qualcosa… che bell’affermazione! Semiologia pura e l’arte, ormai depredata della sua essenza, risulta essere solo mera merce di scambi….

      Rispondi

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