LA DATA DI SCADENZA

bridget-jones, vita da single, vita di coppia, amoreOffro un caffè ad un amico. Entriamo nella mia minuscola dimora. Nel frattempo che metto su la macchinetta del caffè, apro il frigo e inizio a svuotare, tristemente, i contenitori: in uno il mais, nell’altro il sugo, nell’altro carote a rondelle.

“Che fai, butti via tutto?” mi fa.

Ed io “ Beh, sì, non è che posso mangiare per tre giorni di fila carote e mais!”

“E il sugo?”

“Non ho avuto tempo di cucinare la pasta oggi …”

“Ah.”

L’ “Ah” più prosaico ch’io abbia mai udito in vita mia. Ma ha ragione. Cazzo, quanto ha ragione!

E prima che si bruci il caffè, riesco a focalizzare l’immagine di me che, quotidianamente, butto nella spazzatura un sacco di cibo, dalle fette biscottate che diventano umide, alla bottiglia di vino che da sola non consumerò mai, ai pomodorini ciliegini che, sovente, mi guardano dal frigo con il loro fare molliccio. Che nervi! Eppure c’è stato un tempo in cui il frigorifero totalmente deserto, non era un problema. Questo nei primi mesi di “singletudine”. Poi, però, non ho tollerato più l’odore di riso bollito e il sapore stopposo dei crackers e ho iniziato a fare la spesa come una persona normale. Almeno credevo. Sì, fin quando quell’infame del macellaio sotto l’ufficio, non mi ha venduto 300 grammi di petto di tacchino forzatamente! “ E’ in offerta, non posso dargliene di meno”. Eh, ma io non me lo mangio tutto– pensai-. E da quel momento in poi capii che sarebbe stata una vita difficile, molto difficile. Non posso comprare solo 100 grammi di petto di pollo, figuriamoci se per caso mi venisse voglia di bere un bicchiere di latte … impossibile! Mezzo litro di latte in 3 giorni non lo consumerei mai, a meno che non decidessi di suicidarmi con le mie mani.

Data di scadenza. Non quella che c’è scritta sul retro della confezione.

La data di scadenza incisa sul cuore.

“Quanto zucchero nel caffè?”

“Un cucchiaino, grazie.”

La casa. Il tavolo. Una tovaglietta americana sopra. Un bicchiere e una forchetta.

La mia bottiglia d’acqua. Levissima, da un litro e mezzo.

“Io bevo Rocchetta, ma posso adattarmi …”

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