Echi alternativi di passi ordinari

Cambiare l’azione. Mutare il comportamento. Prima ancora, l’atteggiamento. Così, passare da negativo a positivo. Prima il pensiero, poi la parola, poi l’azione. Concatenamento cerebrale, verbale, fisico. Nasciamo e siamo puri; cresciamo e ci contaminano. Non fare quella cosa lì! Non correre!( dillo ad un bambino di non correre!) O, al limite, corri senza sudare(?!) e così via … Allora mi domando: perché non iniziare a fare lo sforzo di cancellare dal pensiero e successivamente dalla parola, gli avverbi di negazione ? E’ un inizio. Un buon inizio. Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te, c’è scritto in Tobia, 4,15. una regola universale, ma psicologicamente e semiologicamente parlando, forse sarebbe meglio asserire Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te[1]. La frase appare esatta in entrambi i casi, poiché la prima sottende qualcosa che, sempre parlando in termini semiotici, non è l’opposto del fare, bensì una sua contrarietà. Secondo il quadrato semiotico di Greimas, infatti, si possono definire le relazioni in termini di contrarietà, oppure di contraddizione positiva, tra A e NON A e tra B e NON B di contraddizione negativa; il rapporto tra NON A e NON B,  prende il nome di sub-contrario ed infine tra A e NON B, nonché tra B e NON A, è un rapporto complementare (in particolare una deissi positiva la prima complementarietà, deissi negativa l’altra).[2]

In buona sostanza ecco come apparirebbe il quadrato semiotico:

quadrato semiotico.jpg2, quadrato semiotico, Greimas, contrassizioni, sub contrari, semiologia


Sicché l’azione si contrappone all’inattività e poiché l’intento resta sempre quello di agire, di combattere, di operare un cambiamento in positivo, ecco che la soluzione sintattica più logica risulta essere Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te. Anche la contrapposizione è POSITIVA, come si evince dal quadrato semiotico e, in altre parole, invece di non fare al prossimo, impegniamoci a fare del bene, ad operare l’amore o comunque quello desideriamo per noi stessi. Fare il primo passo. D’amore.  In senso totale e universale, se non operiamo l’amore verso il prossimo, come possiamo aspettarci che qualcuno, foss’anche uno sconosciuto, un amico, un collega o (e qui entriamo in un campo davvero doloroso) i nostri genitori, possano o, meglio ancora, debbano farlo?!

 

 

 

 

 

 


                       

                        [1] Giorgio Ricci Garrotti, Monica Giovannini, IL Discepolo, pp 15-16 (Gennaio/Febbraio 2011, Draco Edizioni)

semiotica =”” href=”https://zenzeroetabacco.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref2″>[2]Greimas J., Sémantique structurale. Larousse, Paris, 1966 (trad. it. Semantica strutturale, Roma, Meltemi, 2000)

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6 pensieri su “Echi alternativi di passi ordinari

  1. Mimmo Cazzato - 333.4912258

    Cara Dalila,
    sto cercando di metter su un gruppo di amici “sensibili” per creare momenti di conversazione e scambio di sensazioni letterarie. Se vuoi, pensa ad un argomento da lanciare come tema/pretesto con intervento introduttivo. Naturalmente, anche tra questi lanciati sul sito che , sono certo, troverebbero lì’interesse di tanti.
    Il problema è solo logistico; trovato il luogo non esiterò a convocare un po’ di gente.
    Teniamoci in contatto.
    Mimmo

    Rispondi
    1. Dalila Micaglio Autore articolo

      Bene Mimmo, sono molto contenta ed entusiasta di queste iniziative. Teniamoci in contatto e porvvederò subito a pensare ad un argomento che possa interessare le menti tarantine:)
      Grazie e a presto.

      Rispondi

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