ANGELI DAI VOLTI AMICI E AMICI DAI VOLTI D’ANGELO

Quanto tempo è già passato,

quanti amici hanno tradito

la vita è una corsa

 che ti toglie il fiato…

 

 

Stamane mi son svegliata con questa canzone in testa e mi piace pensare che la corsa di cui parla Renga non abbia il mero compito di “toglierci il fiato”, bensì di restituircelo qualche tempo dopo, molto più forte e resistente. Mi piace pensare che la vita non sia unicamente una corsa, piuttosto (e per analogie personali!) sia come il karate. Ci vuole volontà, fermezza, costanza, impegno e sacrificio, se vuoi vedere dei risultati piccoli come boccioli dopo molto, molto tempo. Del resto crescere e camminare nei meandri della vita equivale a questo. Se ti impegni “passi ad un livello successivo”, altrimenti resti incagliato nelle vite costruite da altri, nelle morbosità dei rapporti che ci fanno stare bene. A volte invidio chi, appena sveglio, come unico pensiero mattutino ha “Che mangiamo a pranzo?” Ma sì, loro vivono bene. E d’altronde, come direbbe un Guccio a me molto caro: ci vuole scienza, ci vuol costanza, ad invecchiare senza maturità…

Ma veniamo a noi, al motivo che mi ha spinto a scrivere quest’ Ode alla Vita, travestita da sfogo cinico ed impetuoso. Lungi da me fare retorica o, peggio ancora, scivolare nel banalismo (e ad ogni modo penso che il bene non equivalga a banalità, anzi semmai nell’epoca della corruzione e della volgarità di intendimenti, costituisce una vera e propria corrente anticonformista!), vorrei dire semplicemente che la vita, per quanto sia dura, è vita.

Gli amici, gli amori, finanche i parenti, si distaccano da te. E non possiamo fare molto per farli restare attaccati a noi, anzi possiamo al massimo comprendere i motivi per i quali si sono allontanati. E quasi sempre per “mancanza di sintonia”. Energie diverse. Quando una delle parti cambia, cambiano anche le persone che ci stanno attorno o che, in questo caso, si allontanano. Ma dov’era l’ode? Ah sì, giusto. Ora ricordo. L’ode alla Vita, che ci mette di fronte degli angeli travestiti da uomini, sempre, e noi nemmeno ce ne accorgiamo. L’ode a Dio che ci protegge sempre, che in un modo o nell’altro ci fa rialzare e ci pone di fronte proprio la gente di cui abbiamo bisogno in quel momento. E questi angeli a volte hanno dei volti, magari non sono angeli ma uomini con pregi e difetti, ma è come se lo fossero. E hanno dei nomi ben precisi, da ascoltare, da notare, da ricercare. Non può essere tutto frutto del caso. Cosicché chi vive nel caos, chi è senza equilibrio, potrà trovarsi accanto una persona il cui nome significhi “ ben ordinato”, oppure chi è in mezzo ai guai avrà un amico tanto forte da tirarlo su ed il cui nome è, ad esempio, Salvatore.

È così … dobbiamo stare attenti e ricercare le persone che ci servono, non quelle che ci fanno più comodo, dobbiamo abituarci al bene, a combattere, sempre, ogni giorno superando un piccolo ostacolo in più, dobbiamo abituarci a correre e a camminare quando non possiamo correre, ma a non fermarci mai.

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